Non è detto che ci debba essere necessariamente un perché. Spesso le cose vanno accettate per come sono, senza discutere, senza farsi tanti problemi.
Ma non è detto che sia facile lasciarsi scivolare addosso alcune cose.
Nel lontano 1990 (mese più mese meno…) in seguito alla tipizzazione HLA fatta per ricercare la compatibilità con un mio familiare, ho chiesto di essere iscritta al Registro Italiano Donatori di Midollo Osseo e anche ad ADMO, l’associazione dei donatori.
L’ho fatto credendoci assolutamente, positivamente, ma non ero compatibile con l’HLA del mio familiare. Purtroppo.
Il caso ha voluto che un ragazzo inglese fosse compatibile. Trapianto, camera sterile… era il 1993.
Il mio familiare vive ed ha ottenuto una seconda possibilità dopo la leucemia mieloide cronica… e una seconda qualche anno dopo… insomma… diciamo che è una delle persone più dotate di forza vitale che conosca.
Torniamo a me.
19 anni sono davvero tanti, il tempo passa ed io ora ho quasi 42 anni. Al momento della tipizzazione ero una ventiduenne.
Sabato mattina mi è stata recapitata una lettera del Policlinico San Matteo di Pavia, servizio immunoematologia:
“… ci è stata segnalata una Sua parziale compatibilità con un paziente in attesa di trapianto di cellule staminali…”
Ammetto di aver trascorso sabato e domenica in agitazione. Agitazione gioiosa, attesa positiva e pronta.
Pronta a fare l’esame ulteriore per l’accertamento della compatibilità, disposta a donare una parte di me per offrire quella possibilità che era stata già data al mio familiare. Un karma assolutamente voluto e sentito da assecondare con tutta l'anima e il cuore possibili.
Lunedì mattina, oggi, telefono al reparto di immunoematologia, risponde una dottoressa molto gentile… dichiaro la mia disponibilità, stiamo per accordarci sulle modalità per l’effettuazione del secondo prelievo quando le comunico l’unico mio dubbio.
“… un mese fa mi hanno somministrato lo radioiodio per un Basedow, ipertiroidismo, c’è qualche controindicazione alla tipizzazione ulteriore?!”
La controindicazione c’è. Non puoi donare il tuo midollo osseo se la tiroide non funziona perfettamente.
Patologia statisticamente prevedibile in una ultraquarantenne.
Parole equivalenti ad una doccia fredda.
Finiti i miei voli mentali su come organizzare l’andare a Pavia.
Finito il pensare a quanto ho aspettato il momento della convocazione.
Finito fantasticare sul ricevente e sulla possibilità minima di essere compatibile.
Finita la mia carriera di donatrice di midollo osseo.
Almeno dal 2005, anno in cui la tiroide è andata a farsi friggere.
Mi sento così inutile.
Le cose vanno accettate per quello che sono e per come sono, soprattutto. Verissimo, sacrosanto.
…
… ma perché mi sento così male?
Mi è stato fatto notare quanto poco scrivo in questo periodo.
E’ vero. Non che non abbia cose da dire.
Forse sono troppo distratta. Da tutto.
Dall’ultima volta che ho scritto qui sul blog, è passato tanto tempo.
Per quello che valgono le sensazioni... sento che la tiroide sta combinando qualcosa.
Gli esami del sangue confermeranno o smentiranno quel che provo ultimamente, ma tachicardie, fitte, intolleranza al caldo... sono una prova semplice e chiara.
Anche senza volere, percepisco ogni singolo cambiamento del corpo... non penso proprio di essere ipocondriaca, anzi. Credo di essere normalmente preoccupata e attenta...
In effetti ho quasi 42 anni, quindi da tempo sono abituata alle reazioni del mio corpo.
Sta per cominciare una nuova settimana.
So già per certo che sarà dura... anche di questo sono sicura, senza essere particolarmente vittima.
Esperienza... mucchi di “cose” da sbrigare e da risolvere urgentemente sono lì ad aspettarmi in ufficio.
Quindi con che animo inizio questo nuovo tour de force?!
Dopo un fine settimana tutto sommato piacevole per aver pensato soprattutto a famiglia, casa e cavoli vari... è durissima pensare di gettarsi a capofitto nel lavoro.
Ma prima o poi devo pur uscire di casa.
Coraggio.
Il pargolo è fantastico: gira in autobus senza grandi problemi e senza accompagnamento, va in segreteria a fornire spiegazioni su una scelta relativa ai laboratori pomeridiani, aiuta la nonna in casa, dopo un primo tentennamento ha scelto di tornare ad allenarsi a basket... insomma... un ometto vero e proprio che sarà un piacere riavere qui in casa.
La casa è davvero vuota senza gli altri due abitanti.
Certo, in questi giorni ho ottimizzato parecchio il tempo... ammetto che essere sola ha i suoi vantaggi se vuoi mettere ordine, fare lavoretti che erano da troppo in sospeso...
Domani vorrei finire un lavoro iniziato sulle tende del soggiorno... e poi passare alla stanza di Elia ultimando il cambio stagionale... e poi sarà la volta della mia stanza.
Si, è vero.
Non tutto il male viene per nuocere, quindi questo "ritiro" forzato ha avuto e avrà i suoi aspetti positivi.
Stavolta è stata più dura salutare tutti prima della radioattività.
Ale a cui ho affidato Willy che sembra essersi adattato meglio dell'altra volta... il suo ruolo di cat sitter, Laura sitter e a tratti Elia sitter, sarà importantissimo.
Papà con la sua mente a tratti lucida, altre volte persa nel suo personale mondo governato dall'Alzheimer.
Mamma sempre attenta e leggera come un folletto.
Rina... la sorella che t'inventeresti se non ci fosse.
Elia... il mio pargolo, il mio mondo... il mio quasi adolescente che frequenta la prima media ed è ormai bravissimo a destreggiarsi tra autobus e levatacce alle 6,30... compiti e grandoni di terza media che lo salutano chiamandolo "primino" per ora senza essere rompiballe... meno male che un paio di terza li conosce!
La casa è vuota... grande... silenziosa...
Dopo un pomeriggio sonnecchiante a cercare di non ascoltare la nausea e il mal di testa, sono davanti al pc ascoltando musica e per la prima volta penso che potrei impazzire in questo isolamento.
Devo solo concentrarmi per non lasciare che i pensieri malinconici ammazzino i buoni propositi.
Ho decine di cose a cui badare quindi basterà focalizzare di volta in volta le cose più importanti... e poi c'è internet, un hard disk portatile pieno di "roba"... insomma... posso farcela, se voglio.
Un passo alla volta.
Anche se mi sento un groppo in gola che non vuole scendere... magari è Sua Signoria... mi sta salutando.
Lunedì 5 ottobre 12, 30... digiuno... niente terapia con Tapazole come da qualche giorno a questa parte.
Devo rimettere in moto la macchina organizzativa a casa per rendere tranquillo il soggiorno dai nonni per il pargolo... devo lavorare come una deficiente in questi giorni pochi giorni della settimana per mettermi avanti con fatturazione e buste paga... ma forse è meglio così, meno casini al rientro.
Un'altra settimana o 10 giorni, con la radioattività e la gestione della vita quotidiana in solitudine... un altro giro a casa di Ale per Willy il micio...
Stavolta la dose sarà cattiva quel tanto che basta ad uccidere la ghiandola anarchica.
Un dubbio in meno che frulla in testa... ma questo non vuol dire che non ho una fifa blu.
Devo concentrarmi sul mio pargolo. L'altra volta ha funzionato.
Del resto... fanculo... mica è lei che viene irradiata con lo Iodio 131! Siamo alla fine del mese, quindi le fatture, le presenze mensili, incombono con la mole di lavoro collegata... chi le farà questo mese? Sua Signoria? Improbabile...
Lascio fluire la musica in testa a volume altissimo... ho bisogno di far tacere dubbi e pensieri...
Il basso incombe ripetitivo facendo vibrare i timpani a ritmo... voce e chitarra sembrano solo un contorno.
Com'è strana la percezione selettiva del suono.
Con tutto questo parlare (e scrivere...) della mia radioattività ho tralasciato una cosa importante. La musica.
In realtà non è mai uscita dalla mia vita, mi ha accompagnata in modo discreto, senza troppo rumore... il che per la musica è quanto mai strano.
Anyway... sono usciti due album nuovi di zecca che mi interessano parecchio:
Muse, The Resistance e Pearl Jam, Backspacer.
L'album dei Muse è particolarmente interessante, lo ritengo un progetto importante che unisce più stili musicali, non necessariamente collegati tra loro.
A tratti sembra di riascoltare i Queen che s'intersecano con un classicissimo Tristano e Isotta.
Potrebbe sembrare pretenzioso l'accostamento tra un notturno di Chopin e la musica rock in cui li trovo maestri di stile... ma il risultato è quantomeno maestoso ed etereo.
Quindi lo trovo splendido forse e soprattutto perchè in quest'ultimo periodo amo i suoni tranquilli e più adatti ad una fase contemplativa... quella che mi si addice di più ora.
Se per i Muse ci s'incanta seguendo il flusso di una musica mai scontata, con i Pearl Jam si può stare tranquilli. Sano e vitale rock... conservatore e rassicurante quel tanto che basta.
Quello che potrebbe sembrare un aspetto negativo è decisamente un loro punto di forza... magari non inventeranno mai niente di nuovo, ma hanno sempre tanto da dire.
Questo non è un album arrabbiato o schierato da una parte o dall'altra... dura poco rispetto allo standard dei PJ... credo poco meno di 40 minuti.
Concentrato e passionale, ti entra subito in circolo, ci si sente a casa... uno s'immagina quasi gli assoli o i coretti come in The Fixer durante un live che spero proprio di vedere nel 2010... e spero di ricredermi su The end in una esecuzione live perchè nell'album trovo che Eddie Vedder pare un pochino troppo al limite delle sue capacità vocali.
Canzoni preferite: Got Some, Just Breathe, Amongst the Waves, Untought konwn..., Supersonic...
Ho scoperto che stare assolutamente immobile anche se su un lettino ospedaliero tipo barella, comunque favorisce un pisolino... meno male visto che dovevo proprio evitare qualsiasi movimento. La respirazione yoga a volte è necessaria...
Per fortuna mia sorella era lì in sala d'aspetto... in tutto questo casino, un vero porto sicuro!
Stavolta nausea più controllata rispetto a lunedì, anche perchè ho provveduto a pranzare...
A questo punto mi preoccupa un poco la somministrazione massiva, quella che dovrebbe "terminare" madama tiroide... mi armerò di Ringo o altri biscottini d'emergenza.
Piccola nota personale: con il caldo che c'era oggi... sono riuscita ad avere le mani ghiacciate ed ho dovuto indossare un pile al pomeriggio... e poi ditemi che quella sostanza così "innocua" non ha effetti collaterali. ;-)))
Nota positiva... domani riavrò in giro per casa il pargolo visto che stavolta la carica radio si esaurirà dopo 12 ore.
Lo schiaccerò con cautela... giusto un pochino, tanto per non perdere l'abitudine... e comunque per precauzione non gli starò troppo accanto.
Non sono chiaramente una donna in carriera, il mio non è un mestiere invidiabile se non perchè ho un contratto a tempo indeterminato e sono poco lontana da casa, tutto sommato ci pago mutuo, bollette e il resto... quindi senza gloria nè infamia sbarco il lunario come fanno in tanti.
Nulla di straordinario.
Per molti l’esistenza è così e visto che comunque possiedo una vita, di solito dedico le mie energie soprattutto al dopo lavoro, alla famiglia... al mio mondo.
Ultimamente non è così... sono in tensione quando arrivo in ufficio e ne esco completamente svuotata di voglia di fare... che per me è un disastro visto che da me dipendono parecchie situazioni importanti.
Ieri in tarda mattinata ho avuto un confronto acceso con la boss perchè ne ho letteralmente le palle piene di essere così poco serena... ho deciso che il mal di stomaco lo deve avere lei, non io.
Quindi senza incavolarmi e modificando appena di un’ottava più su il tono di voce, sono riuscita a dirle parecchie cose... logicamente lei era sulla difensiva, ma ad un certo punto della discussione è arrivata a capire quanto ero esasperata per una situazione che non dipende in toto da me.
Stavolta è stata lei a scodinzolare, non io.
Sto meglio dopo questa esternazione? Magari non mi cambierà la vita, certo... la boss è nota per essere persona abbastanza egocentrica e di memoria labile... ma si è resa conto che ringhio e sono capace di farlo.
Piccola nota idiota... mi mancavano le connotazioni leggere e lo sfogo sul blog.
Seguire la programmazione di Coming Soon è fuorviante... oltre ad avere una bella lista di film “assolutamente da vedere”, per colpa del trailer di New Moon, il pargolo ed io abbiamo sviluppato la curiosità di vedere il film precedente, quindi Twilight... :-P
La cosa più straordinaria che è capitata?
Mi è tornata la curiosità per la lettura, dello scoprire quel di più che inevitabilmente viene lasciato fuori dalla sceneggiatura di un film.
La storia non è male, soprattutto da quando ho letto il libro in meno di tre giorni...
Stepheny Meyer ha reinterpretato i tratti classici dei vampiri da Bram Stoker in poi, e si è anche inventata i vampiri “vegetariani” che non si nutrono di sangue umano anche se ne sono attratti in maniera morbosa e non possedendo un’anima sono comunque tormentati quanto basta a renderli fascinosi ed alteri.
Per quanto riguarda il film, il protagonista maschile Robert Pattinson che interpreta Edward, uno dei vampiri, mi ricorda ancora troppo il Cedric Diggory interpretato in Harry Potter e il Calice di Fuoco... quindi aspetto New Moon non avendo visto nient’altro interpretato da lui.
Kristen Stewart, nel film Isabella o Bella, l’ho trovata assolutamente perfetta per la parte... innocente quel tanto che basta, inquieta e con una propensione all’isolamento da renderla quasi nerd, odia il ballo e i fronzoli, ma ama leggere e ascolta un sacco di musica.
Non ricordavo di averla già vista in Into the wild dove cui recitava una piccola parte.
Come dicevo... il libro si legge veramente al volo, conto di divorare altrettanto velocemente New Moon, anche perchè ormai voglio sapere come va a finire... e si tratta del secondo libro di una saga da quattro volumi.
La mia esperienza nel buffyverse ha dato un sapore particolare a Twilight.
Mi ricorda una fanfiction per alcuni aspetti. Certo, a tratti può anche sembrare una lettura per ragazzine, visto il soffermarsi maniacale sulla perfezione fisica di Edward o l’indugiare su ogni singola carezza, sguardo o sfioramento... ma proprio perchè abituata al mondo vampiresco da anni di Buffy & Co., ci può anche stare un capitolo intero dedicato al giorno in cui Bella ed Edward si "conoscono" meglio... e soprattutto non ci sono vampiri con l’anima, ma con una coscienza.
Il che è sinonimo di libero arbitrio.
Interessante nel caso di un predatore.

Premessa.
Ogni parola che scriverò sarà inevitabilmente riduttiva, ma riuscirò ad essere prolissa purtroppo... chiedo scusa per la cronaca a tratti di parte e quindi non adeguata.
Ho vissuto uno dei più bei concerti della mia vita... è stato un viaggio nel tempo passando per Unforgettable fire, No line on the horizon, Achtung baby, Pop, All that you can’t leave behind, Joshua tree, Rattle and hum... e di più ancora.
Quei quattro mascalzoni si divertono un sacco a fare il loro mestiere, stanotte hanno giocato con noi, ci hanno commossi, esaltati, accarezzati con le note... il grado di emozione ha rasentato il 100% assoluto. SEMPRE.
Per ogni parola, ogni gesto, ogni cenno... entro nei particolari, decisamente preferibile.
Le previsioni meteo non erano tra le più rassicuranti, anzi.
La mattina del 7 luglio diluviava... praticamente un disastro per chi ha fatto coda per il prato dalla sera prima...
Proprio grazie alle precipitazioni non siamo morti dal caldo... e abbiamo spiato i nuvoloni che riuscivamo a scorgere dagli spalti di San Siro.
Lo stadio Meazza è sempre un gran posto, carico d’emozioni positive. Entrare in questo luogo è fortemente evocativo: le partitone importanti di calcio, il Milan e l’Inter... i vari concerti vissuti con
U2 e Ligabue.
E alla sera il colpo d’occhio era fantastico.
Tribuna rossa e arancione, pieno.
Curva verde e blu, pieno.
Prato abbastanza pieno, occupato soprattutto da tutta la struttura di scena.
La divisione del pubblico tra pit, red zone... e il resto.
Tutto sommato una sorta di “sparti-gente” necessario per evitare il solito schiacciamento dei primi spettatori contro la transenna. Del resto il pogo è inesistente ai concerti degli U2, ma l’effetto Bono ha il suo perchè...
Gruppo supporter, gli Snow Patrol. Voglio assolutamente conoscerli meglio. Le canzoni proposte stasera erano assolutamente belle. Simpatico e spiritoso il cantante che scherzava con il pubblico facendo il countdown delle canzoni che ancora doveva suonare con il suo gruppo, prima di lasciare la scena.
E alla fine dell’esibizione degli Snow... con cinque minuti di ritardo sulla tabella di marcia... gli U2.
O meglio, prima ancora, un cameo d’eccezione... la voce di David Bowie con Space oddity a intonare “ground control to Major Tom... and the stars are very different today” una “space station”... dimenticavo di spiegare che the claw è la struttura che sormonta il palco e permette una visione a 360° dello spettacolo visto che i nostri eroi possono passeggiare in lungo e in largo per il palco, sia davanti che dietro... anzi, a dire il vero non esiste un davanti e un dietro... ma un TUTTO. assolutamente in tema, visto che Bono definisce The Claw
I 4 arrivano e iniziano con una travolgente Breathe per aprire le danze.
Inizia il tutto la batteria di Larry... il rullato è trascinante ed aumenta il ritmo fino a mescolarsi con la chitarra di Edge... sembra tutto un sound check... note a caso... ma inizia il concerto.
La gente è tutta in piedi e l’urlo di San Siro è debordante... copre quasi la musica.
Bono inizia il cantato che somiglia quasi a un rap e la voce c’è. Decisamente.
Amo assolutamente questa canzone, ho sognato di cantarla a squarciagola e l’ho fatto.... prima grande soddisfazione.
Il ritmo rimane alto e suonano No line on the horizon... Edge è particolarmente in forma stasera... non lo sentivo così da Achtung Baby.
The future needs a big kiss, let me in the sound... e ha inizio Get on your boots.
I quattro sono in forma e mi ritrovo a ballare una delle canzoni dell’album che non ho amato particolarmente all’inizio, quand’è uscita come primo singolo.
Bono ci saluta... si diverte a farci cantare dei coretti e parte Magnificient... ed è un nuovo momento impressionante... il buio della sera avanza e la scenografia che parte da The Claw è impressionante... quella struttura che sembrava un pezzo dei Transformers, si anima di mille luci e sfumature e lo schermo riporta immagini e riprese dal vivo... a tratti il faccione di Bono, Larry, Adam e Edge.
La gente intorno a me canta ogni singola parola, è evidente che il nuovo album non ha impressionato solo me.
“Grazie mille” dice Bono... e parte con il primo dei suoi discorsi.
Grazie per stanotte, per tante notti italiane... grazie mille. Noi sappiamo che sono tempi duri e difficoltosi, molte persone sono senza lavoro... noi possiamo regalarmi la migliore delle nostre notti. Quando il futuro è così incerto... sono i singoli momenti ad essere preziosi... e inizia Beautiful day.
Amen, Bono.
E il frontman non smette mai di comunicare con noi... paragona l’artiglio/the claw a una stazione spaziale o a un fiore di cactus... e fa partire I’m still haven’t found what i’m looking for e meraviglia delle meraviglie... lascia cantare San Siro... è impressionante, siamo noi gli U2... solo la batteria a tenere il ritmo e gli 80mila cantano all’unisono... but i’m still having found what i’m looking for... un tripudio di canzone che non gli basta.
Attacca con le parole di Stand by me e noi ... sappiamo anche questa... lo seguiamo parola per parola e Bono sembra un bambino che gode a sentirci cantare senza perdere il ritmo.
Quello che iniziava come uno snippet diventa una canzone vera e propria... con l’accompagnamento di un pubblico in delirio.
Prosegue poi con Angel of Harlem che dedica a Michael Jackson... termina il pezzo facendo il verso a Jacko con Man in a mirror e don’t stop till get enough. Accenna persino due passi di danza, ma lo fa con ironia, senza prendersi minimamente sul serio, forse il giusto tributo a chi non c’è più.
Lo rivedo dopo anni con in bocca un’armonica... e partono gli accordi di Party girl.
Bono la dedica alla sua “little girl”, Eve... compie 18 anni e la fa salire sul palco per fare un brindisi e farle dedicare un happy birthday to you da tutti noi, brindano con lo champagne e riparte la canzone... faccio in tempo a cercare il numero di Sonia e fargliela ascoltare.
Amo questa canzone. Mi ha sempre suscitato una sorta di malinconia, forse è la chitarra acustica, ma a suo modo è particolare e particolarmente gradita dal pubblico.
Bono in versione padre ci racconta che l’ultima volta che Eve è salita sul palco aveva tre anni... ci si aspettava di sentirlo parlare di scuola o delle udienze quasi!
Ma per fortuna ricorda di dover rispettare il suo ruolo di rockstar e parte In a little while che non ricordo se aveva già dedicato a sua figlia maggiore Jordan... una tenera canzone composta da un padre capace di raccontarsi con semplicità.
Quindi parte Unknown caller... con la coreografia organizzata dai placers di U2place.com... bellissima... riproduceva un 3:33 rosso su sfondo bianco, ne parla anche il sito ufficiale degli U2.
Il cantante durante l’esecuzione del pezzo si accorge del secondo anello rosso che si è “animato” e per un attimo rallenta il cantato perchè rimane sorpreso da quello che vede.
Nel cantato si rivolge al regista dello spettacolo e gli chiede di illuminare quel settore per vedere meglio quelle persone... Bono ringrazia emozionato e si batte la mano sul petto ... tutto lo stadio applaude e canta.
Un effetto potente vedere quanto sia attiva la comunicazione Bono-pubblico.
Intanto Edge rende ancora più vivo il momento e ci regala un assolo impressionante.
La canzone seguente, un nuovo colpo al cuore... The unforgettable fire.
Mai, mai... mai avrei pensato di ascoltarla dal vivo.
Quante volte ho ascoltato quella canzone con il walkman lettore di cassette e le cuffie ben schiacciate sulle orecchie andando in bicicletta a scuola in inverno... direttamente dagli anni ’80 mi è arrivata tutta l’emozione di quei suoni e quei momenti particolari dove tutto è assoluto. Anche una passione musicale. Che a quanto pare è realmente UNFORGETTABLE.
Un fuoco che non si spegne davvero mai.
Su questa canzone The Claw si anima ulteriormente e lo schermo a 360° diventa più grande, si sposta verso la batteria di Larry offrendo ulteriori giochi di luce... inevitabile arrivare a City of blinding lights.
Il rullato di Larry è ancora una volta così efficace che il ritmo sembra venire direttamente dal petto, non sembra nemmeno passare per i timpani.
Ma non è finita... il ritmo cambia e ci fa capire che è ora di contare... è ora di Vertigo!
Elia fino a quel momento sembrava particolarmente intimidito dalla situazione, ma con il suo “uno, dos, tres, catorce!” Bono riesce a farlo alzare e saltellare con me e tutto il resto del pubblico.
Gli spalti vibrano, ondeggiano al ritmo di migliaia di piedi che scandiscono il ritmo... the boys plays rock and roll e si divertono nel farlo!
La canzone seguente non te l’aspetti... magari durante il periodo di Pop, un album controverso che ha diviso i più... ma che ho ascoltato tantissimo in gravidanza...
Si tratta di un remix di Crazy... strano... accompagnato da immagini strane e da un ritmo sincopato che tutto sembrava fuorchè una canzone degli U2... divertente e molto unz unz.
E come per svegliarci parte Sunday bloody sunday... che ha sempre la stessa carica... così come Pride (in the name of love) che termina con il coretto che Bono sembra far durare all’infinito...
MLK arriva per ricordarmi la ninna nanna che cantavo ad Elia per farlo addormentare da piccino... Bono la dedica a Aung San Suu Kyi... così come Walk on che è stata scritta per la stessa leader birmana. Momento toccante.
Per far riposare qualche minuto i 4 U2 parte un video contro l’apartheid dove il Vescovo Tutu... ci parla di cosa possono fare le persone di buona volontà... e inizia Where the streets have no name... solito effetto corale con tutto lo stadio in standing ovation a scandirne il tempo.
Arriva un bel momento... uno di quei bei momenti di cui parlava Bono prima di Beautiful day... dove l’irlandese critica aspramente Berlusconi per le scelte politiche che lo hanno portato a tradire le promesse di sostegno ai paesi del terzo mondo... Bono continua dicendo che gli italiani hanno donato tanto al mondo: parla di musica, arte, tanti doni... ma negli ultimi giorni Mr B. ha tolto il dono della vita a molta gente del Sudafrica non stanziando alcuna cifra a sostegno delle popolazioni in difficoltà.
Io scrivo canzoni primo ministro Berlusconi, lei può scrivere la storia...
Gli dedica One... che tutto è, fuorchè una canzone d’amore... è una vera e propria sgridata in un certo modo... “did I disappointed you, leave a bad taste in your mouth?”
Il rientro in scena è qualcosa d’indimenticabile... sfumature violette e blu accompagnano Ultraviolet... direttamente da Achtung baby, una delle canzoni che preferisco.
With or without you è un vero e proprio colpo al cuore... ho trascorso tutto il concerto in piedi, non ho smesso un momento di cantare... e continuo a farlo perchè questa canzone per me è più di un semplice insieme di note... è eros e sensualità, è struggimento romantico e passionalità. Un altro pezzo che mai avrei pensato di sentire live... così come gli altri spettatori che continuano per qualche minuto il coro alla fine della canzone... i ragazzi sono rapiti dalla nostra partecipazione... ancora una volta.
E arriva l’ultima canzone della serata.
Moment of surrender. Lenta e struggente, forse il pezzo ideale per chiudere, forse no... ma ha un impatto che fa molto effetto chiusura, come se i ragazzi la usassero per salutarci.
Infatti Edge si sfila la chitarra, Larry si alza dalla batteria... Adam affida il basso ad un assistente... Bono si leva gli auricolari e ci saluta insieme ai suoi amici.
Se ne vanno salutando ancora e ancora, non dimenticano nessuno dei settori, guardano lassù al terzo anello, al prato, al secondo anello... raggiungono ognuno di noi... l’hanno fatto per tutto il concerto.
In un certo qual modo un concerto così intenso lascia strascichi per molto tempo.
Anche se il giorno dopo siamo andati ad ascoltare il concerto fuori da San Siro e sono riuscita a commuovermi con la penultima canzone... comunque mi è rimasta questa sensazione assurda di mancanza, quasi mi si fosse staccato un pezzetto di cuore e l’avessero portato via con loro.
Sul sito degli U2 ho sbirciato le date ancora “libere”, non sold out... Londra, Glasgow, Berlino... Amsterdam... con Ryanair si potrebbe anche fare... ma la materia prima, “el dinero”, manca assolutamente. Per ora non si può fare, troppi impegni economici, troppe cose a cui pensare.
Ma rimane la realtà che ormai ha quasi i contorni di un sogno.
Aver vissuto una giornata dedicata totalmente a loro, carica d’emozioni fortissime... il primo concerto di Elia che è uscito dallo stadio cambiato, inevitabilmente più grande... ora li ascolta in modo diverso, più convinto, conosce bene molte canzoni e sono molto orgogliosa per come si è comportato.
Un ottimo compagno di concerti che mima gli assoli di Edge in modo convincente.
Sorella e fidanzato eroici... in fondo non sono fan integrali come me, ma credo si siano divertiti parecchio.
Il fuoco è tornato e posso garantire che scotta parecchio... lascia cicatrici indelebili.
Non so quanto riuscirò a dormire stanotte... già...
Ci siamo quasi... domani, concerto degli U2... siamo a meno di -1... è ora... 7 luglio 2009.
Dopo 4 anni tornerò ad un concerto degli U2.
Giornata strana a spizzichi.. sembrava di vivere in un sogno a mezz’aria.
In fondo l’aria era pesante, ma solo all’esterno... dentro mi risuonavano un sospiro di Bono e un assolo di Edge... ed è una compagnia assolutamente soddisfacente se i tuoi colleghi e la boss impazziscono per una scadenza importante...
Il certificatore per la qualità che era in ufficio stamattina per un controllo preventivo rispetto al 17 luglio, mercoledì 8 luglio sarà al secondo concerto degli U2 in Italia... un quarantasettenne che secondo me non è andato a molti concerti perchè ha iniziato a chiedermi se può portare la macchina foto, l’acqua e quant’altro... abbiamo chiacchierato amabilmente di musica rock per almeno mezz’ora spaziando da Ligabue a Led Zeppelin.
Per una volta la boss non si è vergognata della sua dipendente rockettara!
Ora sono qui di fronte al monitor, sulle orecchie le cuffie per non disturbare vicinato e pargolanza... nemmeno un accenno di sonno.
Non riesco a fermarmi, ho la testa che risuona di ogni loro canzone... mi sembra d’impazzire...
se spengo la musica comunque canticchio... il mondo sembra trasformato.
All’improvviso è di primaria importanza solamente l’arrivare a Milano domani pomeriggio e sono proiettata a quello... fondamentalmente non me ne frega niente del resto... lavoro, casa, ordine, qualità... veramente... il mondo è collassato e non me ne può fregare di meno.
Finalmente un concerto.
Un momento SOLO mio... dove sentire e sentire... ogni singola nota, emozione... goccia di sudore, strillo, movimento... foto scattata, filmato mancato perchè sei troppo sorpresa per continuare a registrare in digitale un momento particolarmente bello dell’esibizione... perchè a volte basta rilassarsi e vivere il momento... cogliere l’attimo.
Ho voglia di far vivere ad Elia l’atmosfera del preconcerto... le immancabili ole quando manca poco all’arrivo dei nostri beniamini... inveire contro quelli della tribuna rossa che difficilmente fanno proseguire l’onda umana... fare casino senza che nessuno possa dirti che devi tacere.
Piccola nota negativa... suo padre e i suoi commenti di merda: l’ha perso definitivamente quando domenica gli ha detto, commentando il concerto “chissà quant’è istruttivo andare a vedere gli U2”...
Rosicare è brutto, vero ex?
Domani per mio figlio si potrebbe aprire l’orizzonte mai esplorato della musica che ti entra direttamente dallo stomaco, senza passare dai timpani... o magari potrebbe odiare tutta la situazione. Chissà... anche se stasera canticchiava ogni canzone del nuovo album intanto che al computer cercavo notizie su tempo meteorologico e parcheggi a Milano.
Lo vedo bene domani... lo immagino a saltellare accanto a me e far casino senza che la “me” in versione madre interferisca.
Sarà come presentare ad Elia quattro amici che accompagnano da sempre ogni momento della mia vita... lui conosce già molti loro pezzi, ma il live è assolutamente diverso, più intenso di qualsiasi buon dvd ben realizzato.